La Settimana Santa
La Domenica delle Palme
Pubblicato: domenica 10 aprile 2011
Attraverso il combattimento il re conduce i suoi alla vittoria.
Questa festa non vuole ricordare soltanto l’entrata di Gesù in Gerusalemme ma, soprattutto, ci esorta ad accompagnare il Signore nella sua Passione.
Occorre avere in noi lo spirito dei combattenti e dei martiri.
Dobbiamo raffigurarci Cristo in mezzo a noi e noi, come suoi discepoli, gli prepariamo il corteo trionfale. Accompagniamo il Signore dal monte degli ulivi alla città santa, dove va per dare inizio alla sua Passione.
I atto: la benedizione dell’ulivo.
Ci raccogliamo in un luogo (oratorio Maffi) che rappresenta il monte degli ulivi. Si benedicono le palme e i rami di ulivo: essi sono simbolo del martirio di Cristo e, insieme, dei cristiani. Il Signore va a morire spontaneamente e noi lo seguiamo portando nelle mani le palme. Esse annunciano la vittoria del Signore sul principe della morte. La Chiesa ci consegna oggi i rami di ulivo, come nella festa della presentazione di Gesù al tempio (2 febbraio) ci mette tra le mani i ceri. Non è una semplice cerimonia. Allora noi accogliemmo l’invito ad essere creature di luce, oggi promettiamo di essere martiri, cioè di rendere testimonianza a Cristo nelle opere e nella vita e questo anche a costo della perdita dei nostri beni e perfino della nostra vita. L’ulivo esposto nella nostra casa deve ricordarci in tutto l’anno la nostra consacrazione al martirio.
II atto: la processione.
Oggi purtroppo la processione delle palme è appena accennata nelle nostre chiese, ma nei secoli della fede essa era una grandiosa manifestazione, un omaggio a Gesù, Re del regno di Dio. Si usciva dalla città portando in mano le palme, segno di vittoria; Cristo vi era simbolicamente raffigurato. Che profondo significato! I cristiani accompagnavano Cristo, era una processione di vittoriosi e di eroi.
Anche oggi questa processione deve essere un risveglio alla vita cristiana e alla professione aperta alla fede.
Prima della recente riforma liturgica, quando la processione arrivava alla porta della chiesa chiusa, il crocifero con la croce picchiava tre volte alla porta. La porta si apriva e la processione entrava in chiesa. Con questo si voleva significare : è l’intera umanità che va verso la meta eterna, il cielo. Dopo il peccato originale le porte del Paradiso erano chiuse, Gesù viene sulla terra, è innalzato in croce e con la sua morte picchia alle porte del cielo; le porte si aprono e comincia l’entrata in Paradiso, che cesserà solo alla fine del mondo: la processione terrena diventa processione celeste.
Il portale della chiesa ricordava ai primi cristiani di Roma gli archi di trionfo degli imperatori e suggeriva l’idea del trionfo di Cristo; sarebbe bene adornarlo con palme e sulla piazza tutti dovrebbero cantare: “Onore e gloria a te, o Cristo Re e Salvatore, al quale la schiera dei fanciulli elevò l’Osanna”.
III atto: la Messa.
Ma perché Cristo ha fatto il suo ingresso in Gerusalemme? Forse per essere incoronato re? No, per patire! Per questo i sentimenti della liturgia mutano improvvisamente e la Messa ci trasporta d’un tratto nel profondo della Passione. Tutte le parti della Messa sono pervase dal cordoglio; la Chiesa dipinge la figura dolorosa del Salvatore, i canti sono lamenti che escono dalla bocca di Cristo che, nel suo completo abbandono, leva un grido di angoscia al Padre suo.
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A tutti i parrocchiani
Anche quest’anno, il nostro caro don Riccardo, non ha voluto lasciarci senza l’acqua santa, efficace contro la forza dei demoni.
Pertanto passeranno in ogni via, a due a due, fedeli generosi che si sono offerti per portare l’acqua benedetta, il santino per la vostra casa e aggiorneranno lo stato d’anime ordinato ai parroci dal Concilio di Trento.
Insieme a voi diranno una preghiera d’invocazione della benedizione del Signore, ma non possono benedire.
L’acqua santa potrà essere aspersa o da loro oppure , se preferite, dal capo famiglia o dalla mamma con la famiglia riunita dopo aver rivolto al Signore una preghiera che vi verrà consegnata.
Sarete avvisati come tutti gli anni sul giorno e sull’orario nel quale detti fedeli potranno passare e saranno indicati i loro nomi.
Si ringraziano tutti coloro che riconsegneranno a loro la busta con l’offerta per le opere parrocchiali sovvenendo così, secondo i bisogni e le usanze, alle necessità della Chiesa.
Invitiamo le famiglie ad accogliere e fare accogliere questi fedeli che si impegnano , come possono, a continuare una consuetudine cosi’ cara al nostro Proposto.
Invitiamo inoltre a partecipare con fervore alla grande Settimana o Settimana santa e specialmente al triduo del Giovedì e Venerdì Santo e Veglia Pasquale che è la notte più bella dell’anno, centro dell'anno della Chiesa o anno liturgico. In quaresima non manchi la preghiera e la penitenza, non solo per se stessi, ma anche per i peccatori incalliti, anime sull'orlo dell'inferno, e per coloro che non sentono più l’amore di Dio.
A tutti un saluto in Gesù Cristo
La Madonna delle Grazie
Tutti tuoi, o Maria
Sante Messe
Feriale e Sabato festivo: Ore 18
Festivo: Ore 8 - 9.30 - 11.30
Sante Confessioni
1° Venerdì del mese: 9.30-11
Ogni sabato: 9.30-11 e 17-18
Adorazione
Sabato: Ore 17-18
Domenica: Ore 7-8
3° Giov. del mese: 21.15-22.30
1° Ven. del mese: 17-18 e 21-22
Santo Rosario
Ogni giorno mezz'ora prima della S. Messa pomeridiana.
Il giovedì nelle famiglie: 21.15
Grande liturgia
Con preghiere di lode, consolazione, guarigione, liberazione e S. Messa solenne, 1° Venerdì del mese, ore 21-23
Tutti i mercoledì
Ore 21.15: Preghiera di Lode e catechesi in sala parrocchiale o nel chiostro della canonica.
Primo Martedì del mese
Ore 17: Santo Rosario meditato
Ore 18: S. Messa per i defunti Opera Dottrina Cristiana
Sito della Propositura di San Frediano a Settimo - Via di Mezzo Nord, 93 - CAP 56026 - S. Frediano a Settimo (PISA)
